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Ricette autunnali e vini dalla Maremma

zucca e zuccheÈ arrivato l’autunno. Tempo di accendere il caminetto, per i fortunati che l’hanno in casa, e rinnovare il menu casalingo tenendo conto degli ingredienti di stagione. Tra questi, le ricette autunnali prevedono in particolare l’uso di castagne, zucche e funghi.
E quale vino scegliere? In realtà, ognuno di questi prodotti ha caratteristiche che richiedono attenzione nell’abbinamento.

Partiamo dalla zucca

A prescindere da come la cuciniamo, la zucca ha notoriamente una spiccata tendenza dolce. Tant’è vero che nel mantovano la sposano con un po’ di Grana Padano e di amaretti per bilanciarne la dolcezza. E in generale la zucca che si tratti di uno sformato o di un risotto, verrà arricchita con un formaggio ma anche un po’ di salsiccia, e aromatizzata con erbe come salvia e rosmarino (magari gratinata).
Una vellutata di zucca, arricchita con un po’ di Parmigiano Reggiano, amaretti sbriciolati e qualche strisciolina di guanciale soffritto riempirà la casa di aromi e di calore a contrastare l’autunno. Qui invece trovate tre ricette semplici: zucca al forno con la provola, gratinata, oppure con i fagioli.
E gli abbinamenti? Per gli abbinamenti si punterà a vini che tengano conto delle ricette nel loro insieme. Ad esempio se alla zucca aggiungiamo del formaggio e delle erbe, l’abbinamento suggerito cadrà su un bianco aromatico e fresco al tempo stesso, dove l’aromaticità si sposerà con quella della ricetta, e la freschezza bilancerà la grassezza del formaggio e la dolcezza della zucca. Ad esempio con un Viognier. Ma pure un rosso leggero andrà bene, soprattutto se alla zucca si aggiunge un po’ di salsiccia, o i tortelli di zucca si servono col ragù, un po’ come si fa in Maremma con quelli di ricotta. E allora benissimo questo, tra i nostri Morellino di Scansano.

Anche le castagne fanno venire in mente subito l’autunno

castagneChe le abbiate raccolte voi stessi andando in giro per boschi, o acquistate più comodamente in un negozio di frutta e verdura, basta metterle in una padella bucata sopra il fuoco o abbrustolite nel forno per fare subito autunno. E allora non possono mancare nelle nostre ricette autunnali. Come abbinarle? Il più classico, ormai, degli abbinamenti, è il Novello, che uscirà proprio nelle prossime settimane. Ma in Maremma di ricette ce ne sono tante. Ad esempio si usa fare il Coniglio in padella, arricchito poi con un po’ salsiccia e le castagne precedentemente abbrustolite. Oppure le quaglie farcite con le castagne (bollite prima, schiacciate in una purea, e mischiate con un soffritto a cui vengono aggiunte anche un po’ di prugne). In entrambi i casi, l’abbinamento può andare con un rosso di media struttura, come il Morellino di Scansano Roggiano, ad esempio, ma anche il Vin del Fattore Governo all’Uso Toscano. E se invece le castagne le volete usare per farcire i tortelli, allora vanno di nuovo bollite, e per fare la farcia impastatele con uova, spezie e qualche seme di finocchio, da aggiungere anche alla fine della cottura, col burro fuso. È una ricetta antica maremmana, diffusa ancora oggi attorno a Saturnia.

E con i funghi?

Anche i funghi non possono mancare tra le ricette autunnali. I funghi, quando si parla di abbinamento, sono una questione delicata, perché sono proprio loro che sonoporcini delicati! I funghi infatti non vanno d’accordo con vini aspri o molto tannici o amarognoli. Per questo, ad esempio con una zuppa di funghi, magari servita su crostini di pane raffermo, meglio optare per un Rosato, o ancora un bianco morbido come il Bianco di Pitigliano o il Trebbiano. Ma se invece la ricetta si fa più ricca, e magari include anche il re dei funghi, il porcino, come nei tagliolini ai funghi porcini, o in un risotto magari sfumato col vino, o ancora con la polenta, allora benissimo anche il Morellino, e persino una Riserva come il nostro Sicomoro, o il Roggiano Riserva, dove i tannini sono anzi ammorbiditi dall’affinamento in botte. E questo vale anche per una ricetta più semplice, ma ugualmente gustosa, come i porcini alla griglia, dove è la cottura, a rendere più “forte” il piatto.

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