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Storia della Maremma grossetana

Etruschi

Gli inizi della storia della  Maremma grossetana, dove si trova la nostra cantina, sono stati segnati innanzitutto dagli etruschi (IV-III secolo a.C.) che un tempo abitavano nella zona. In particolare, la zona di Scansano apparteneva all’antico territorio di Vulci, una metropoli dell’Etruria meridionale. A quel tempo, la viticoltura era già sviluppata nella zona. Lo dimostrano i numerosi reperti che possono essere visionati, oggi, all’interno del museo di archeologia e di viticoltura di Scansano. Per esempio, all’interno delle tombe etrusche rinvenute dagli archeologi nella campagna intorno a Scansano, sono stati scoperti brocche e vasi utilizzati per il vino. A Ghiaccio Forte, una fortezza etrusca vicino al nostro villaggio, risalente al VII secolo a.C., sono stati rinvenuti depositi votivi contenenti statuette di bronzo che offrono una roncola. Inoltre, molte anfore che un tempo contenevano il vino sono state trovati nel sud della Francia con segni che dimostrano che provenivano da questa zona della Maremma e che quindi già allora i vini locali veniva esportati in Francia.

Romani

Più tardi i Romani colonizzarono la zona (III-II secolo aC) costruendo ville circondate da fattorie e campi. Alcune sono state assegnate a soldati veterani – come nel caso dei resti della villa nei pressi di Aia Nova, nei pressi di Scansano, altre sono state date a quegli etruschi che erano riusciti a mantenere un qualche tipo di potere.

Medioevo

Durante il Medioevo la zona ha visto lo sviluppo di un fenomeno chiamato “incastellamento”, quando le colline divennero il luogo eletto per la costruzione di ville fortificate e castelli, come il Castello di Montepò e Castello del Cotone.
Il villaggio di Scansano è stato menzionato per la prima volta in documenti del XII secolo anche se probabilmente era già presente 100 anni prima di allora. Appartenne alla famiglia Aldobrandeschi fino alla metà del XV secolo, quando entrò a far parte della Repubblica di Siena.

Età moderna

Con il XVI secolo ci fu un notevole sviluppo urbanistico e demografico, stimolato dal settore agricolo, dalle attività estrattive e dal buon clima. Anzi, all’inizio del XIX secolo, Leopoldo II istituì l’estatatura, vale a dire il trasferimento di tutti gli uffici pubblici da Grosseto a Scansano, durante l’estate, quando a causa della malaria e del clima malsano della costa, vivere vicino al mare diventava troppo rischioso e l’aria fresca di questo paesino a 500 metri sul livello del mare avrebbe garantito che tutti sarebbero stati al sicuro. A quel tempo Scansano visse un periodo particolarmente rigoglioso. Fu allora che il Teatro Castagnoli, un bellissimo teatro da 200 posti – venne costruito costruito. Il estatatura è stata abolita nel 1897.

I nostri giorni

Con la fine dell’attività mineraria, la storia recente di Scansano e della zona è caratterizzata prevalentemente dall’agricoltura e, in particolare, dal Morellino di Scansano, che ha aiutato il piccolo e pittoresco paese a rimanere sotto i riflettori grazie a questo vino così unico.

Letture consigliate

  • M. Firmati e P. Rendini, Museo Archeologico di Scansano, Nuova Immagine, Siena, 2002
  • M. Firmati, Scansano, Guida al Territorio e al Museo Archeologico della Vite e del Vino, Nuova Immagine, Siena, 2013
  • M. Firmati, P. Rendini, A. Zifferero, La Valle del Vino Etrusco, Edizioni Effigi, Arcidosso, 2011
  • A. Tabacchini, Il Ghiaccio Forte, Comune di Scansano, 1986

 

 

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