top-ita

Toscana: Corsa al Vermentino ma attenzione a gestirlo al meglio

dal Corriere Vinicolo del 5 dicembre 2016

Vermentino candidato a diventare il nuovo protagonista nel panorama dei bianchi di Toscana? Può darsi, visto quanto i produttori ci stanno puntando. Tutto parte da una richiesta da parte del mercato nazionale e internazionale, che dopo la sbornia da resveratrolo è tornato a chiedere vini bianchi e con forte legame territoriale. Il bianco sembra essersi affrancato quindi dalla stagionalità, e soprattutto nelle grandi città ormai viene richiesto in ogni mese dell’anno. La rinnovata richiesta di vini bianchi sta premiando in particolare i nostri autoctoni, perché ci sono evidenti segni di stanchezza nei confronti di alcuni vitigni – Chardonnay in testa – che avevano monopolizzato lo scenario e di riflesso le scelte di impianto da parte dei produttori.

Allora ecco che il Vermentino – già fatto conoscere a livello internazionale dalla Sardegna – è diventato un vitigno su cui puntare. Perché ha una storia, una precisa collocazione geografica lungo le coste toscane e anche perché ha quel carattere fresco e minerale che oggi sembra sempre più ricercato dai consumatori. Un vitigno che garantisce una certa costanza produttiva e che al contempo esprime fortemente il territorio da cui prende vita. La crescita di richiesta del Vermentino è confermata dai dati IRI: nell’analisi presentata all’ultimo Vinitaly, relativa al 2015, questo vitigno mostra un incremento di vendite dell’8,5%. L’indagine inoltre evidenzia come in generale i consumi degli italiani stiano premiando i vini bianchi e quelli prodotti in territori specifici: il binomio denominazione-vitigno, spesso sbilanciato verso il secondo, pare trovare in questo specifico caso un suo corretto equilibrio.

Oggi puntano sul Vermentino non soltanto le aziende che si trovano nelle zone vocate lungo la costa toscana, ma anche altre che hanno deciso di investire sul litorale perché ritengono che questo vitigno possa diventare quello a bacca bianca più significativo del Centro Italia. Una sorta di contraltare al Pinot grigio, con numeri tuttavia necessariamente più bassi di questo, e con prezzi altrettanto necessariamente più alti.

Sergio Bucci, direttore della Cantina Vignaioli Morellino di Scansano, ha assistito direttamente all’incremento dei vigneti a Vermentino in Maremma negli ultimi dieci anni. La sua stessa cooperativa è passata nel medesimo periodo da una produzione di 100-150 ettolitri agli attuali 3.000, distribuiti nella Gdo italiana al 50% e al 50% nella ristorazione. Se nel 2010 gli ettari a Vermentino controllati dalla Cantina erano circa 18, oggi sono diventati 45, e i produttori soci intendono continuare a piantarlo perché – sostanzialmente – rende. I prezzi dell’imbottigliato si aggirano infatti sui 90-100 euro a quintale, contro i 100-120 del Morellino.

Insomma, Bucci ci fa capire che dopo il Morellino, è il Vermentino il vino più significativo prodotto oggi nella Maremma toscana. E infatti i nuovi soci entrati quest’anno sono stati selezionati proprio tra quelli con vigneti vocati a Morellino e Vermentino. Perché piace? Per Bucci la risposta è semplice: “Piace perché fresco e fruttato ma non stucche-
vole, è varietale ma capace di espressioni diverse a seconda della zona di produzione”. Risponde bene alla domanda di vini da pasto ma anche quella dei vini da aperitivo, visto il dilagare degli aperitivicena in tanti locali del nostro Paese. Insomma, il Vermentino risponde alla perfezione alla rinnovata domanda di vini bianchi di territorio, freschi e capaci di accompagnare molti piatti non soltanto della cucina italiana.

Segue a questo link

P.Iva 00208260539
Iscrizione registro imprese di Grosseto - GR-55329

Privacy e Cookie Policy | Credits